COMUNICATO STAMPAOre 11.00 del 26 luglio 2005
Ormai è un dato oggettivo che lo sciopero sia perfettamente riuscito, con adesioni medie oltre il 60%, con punte più elevate negli impianti del centro - nord, in Sardegna, in Sicilia e nelle fascie orarie notturne. Durante la giornata di oggi circolano i treni garantiti a lunga percorrenza e i regionali nelle fasce protette, condotti da personale scioperante. Da segnalare il tentativo, non riuscito, di comandare come treni garantiti dalla legge e dagli accordi applicativi alcuni intercity ed eurostar che non lo sono affatto, ma che la società tentava di far circolare per mezzo di un proprio programma da coprire con personale eventualmente non scioperante. In effetti, in alcuni casi il tentativo è riuscito e qualche treno in più è stato fatto, anche a costo di ritardi rilevanti. La partecipazione è stata elevata e quindi anche il piano, non realistico, di far circolare due treni su tre ha dovuto subire un vero ridimensionamento. In questa circostanza anche il personale più giovane, generalmente meno sindacalizzato, ha scioperato con maggiore convinzione, proprio perché in questa vertenza ci sono in gioco la precarietà del proprio lavoro, le condizioni in cui si svolgerà nei prossimi decenni, il proprio futuro professionale, la propria salute e la sicurezza di tutti. Questo sciopero dimostra quanto sia necessario imboccare un'altra strada per affrontare i problemi del nostro sistema ferroviario e che non è possibile scaricare sul fattore lavoro tutti i costi della ristrutturazione, anche perché, proseguendo su questa linea, l'intero sistema rischia di collassare. E a nulla valgono i proclami sulla ferrovia più sicura d'Europa se si scontrano con la dura realtà, la propaganda sulla ferrovia avveniristica che ancora non esiste e le promesse di ammodernamento tecnologico, quando l'unica concreta tecnologia applicata è il "pedale" del VACMA che appartiene alla funesta storia del passato. I ferrovieri hanno e avranno ancora molto da dire, l'invito che facciamo a tutte le parti sociali e politiche di discuterne serenamente nell'assemblea che si terrà a Roma il prossimo 17 settembre e alla manifestazione di solidarietà ai licenziati della trasmissione "report" che si terrà a Genova nella prima decade di ottobre. Saranno questi gli appuntamenti che caratterizzeranno il futuro programma della mobilitazione. Anche perché qui non si arrende nessuno!!!
Bologna 26 luglio 2005 p. Il Coordinamento "12 gennaio" Savio Galvani |